Una mostra a cielo aperto

Dozza si trova all’interno della provincia di Bologna. Il nome dovrebbe risalire dal 1126 circa, in cui viene riportato il nome di castrum “Dutie”. Dal latino alto medievale, questo termine significa doccia, probabilmente ad indicare la presenza di un condotto per far defluire l’acqua o una cisterna di cui poteva trarre vantaggio la popolazione. Un fatto curioso è che il borgo, in tempi antichi, non beneficiava della presenza assidua di questo bene primario.

La sensazione di camminare tra le strade di Dozza si avvicina molto ad una passeggiata lungo una galleria d’arte senza tele. Infatti i muri sono diventati il supporto delle più di cento opere pittoriche realizzate degli artisti che partecipano alla Biennale del Muro Dipinto, un progetto di Street Art che si sposa magnificamente con gli scorci delle vie di questo magnifico borgo. ma Dozza non è famosa solo per questo: Mille anni fa, in pieno Medioevo, ebbe la sua espansione più significativa e le fazioni di filopapali e filoimperiali se la contesero lungamente, da grande punto strategico sulla via Emilia quale è. Successivamente, grazie ad un matrimonio di forte valenza politica tra l’allora signore e possidente Girolamo Riario  e Caterina Sforza, la rocca che sovrasta la cittadina fu rimodernata per un miglior impiego difensivo, su progetto dell’ingegnere militare Giorgio Marchesi. Resistette al pesante assalto del Valentino (Cesare Borgia) nel 1499. Divenne poi feudo di famiglie di Bologna fino a quando, con l’instaurazione del regno d’Italia nel 1861, si potè proclamare Comune autonomo.

La Porta del Rivellino è la prima struttura che si incontra quando si intende entrare in paese da via Calanco. Questa diventa via XX Settembre, una strada di ciottoli in salita contornata da case multicolori, che porta in Piazza Zotti dove è situata la Parrocchia di Santa Maria Assunta in Piscina, nella cui canonica è presente un piccolo Museo di Arte Sacra con tele che non hanno trovato altra collocazione dopo la soppressione delle cappelle dovuta agli ultimi restauri. Il borgo è percorso da stradine selciate che conducono al punto più alto della  salita, dove si trova la rocca sforzesca con vari punti dove sostare. Simbolo della cittadina oggi ospita, nel cortile centrale a doppia loggia, concerti, spettacoli e degustazioni. A pianta esagonale, questo imponente ed antico edificio merlato può essere visitato all’interno sia nel sotterraneo che nel piano nobile. La Parte superiore del complesso ospita la vera Pinacoteca con i dipinti delle edizioni del Muro Dipinto, dal 1960.

Il prodotto principale è l’Albana. Un vino bianco che affonda le sue radici nella repubblica di Venezia, tra i dogi veneziani; ha ottenuto oggi il marchio Docg. Dozza è sede dell’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna che ha sede proprio nel primo piano inferiore della rocca, in cui sono presenti più di 800 etichette.

Dove dormire e dove mangiare a Dozza:

  • Hotel-Ristorante Monte del Re, via Monte del Re 43, Dozza. Tel. 0542 678400 – 0542 678556.
  • B&B Ravaglia Grande, via di Mezzo 86, Dozza. Tel. 0542 53384.
  • Ristorante La Scuderia, Piazza Rocca 3, Dozza. Tel. 0542 678103.
  • Piccola Osteria del Borgo, via XX Settembre 19, Dozza. Tel. 0542 678200.

Prodotti tipici di Dozza:

  • Salumi
  • Crescentine
  • Garganelli
  • Tagliatelle (al ragù o alla bolognese)
  • Nocino
  • Vini: Albana e Sangiovese

 

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