L’Unpli porta a Venezia maschere e riti antichi dei “Carnevali della tradizione”


Protagonisti per l’Emilia Romagna il Carnevale di San Giovanni in Persiceto (BO) ed il Carnevale di Civitella di Civitella di Romagna (FC)

Protagonisti le “Maschere di Tricarico”, le “Meraviglie di Puglia-Carnevale Barocco alla Corte di Lecce”, il “Carnevale tradizionale mocheno: il betschato”, i “Gruppi Boes e Merdules di Ottana”, il “Carnevale di Civitella di Romagna”, la “Corte di Re Bertoldo” dal Carnevale di San Giovanni in Persiceto

ROMA, 28 febbraio 2019) – Maschere (con sembianze umane e animale), danze scaramantiche, sfilate di personaggi in costume con riti che affondano le radici nella storia e nelle tradizioni dei territori rappresentati. Dopo il successo riscosso nel 2018, torna l’appuntamento con i “Carnevali della tradizione” che esalteranno l’offerta del Carnevale di Venezia con esibizioni provenienti da sei  regioni, su iniziativa dell’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia.I sette gruppi selezionati, con oltre 300 figuranti, arrivano da Tricarico (Basilicata), da Valle del Mocheno (Trentino-Alto Adige), Ottana (Sardegna), Lecce (Puglia), San Giovanni in Persiceto e Civitella di Romagna (Emilia-Romagna) e da Padova (Veneto).Dalle 15.30 alle 17.45 di lunedì 4 marzo sullo straordinario palcoscenico di piazza San Marco sfileranno le “Maschere di Tricarico”, le “Meraviglie di Puglia- Carnevale Barocco alla Corte di Lecce”, il “Carnevale tradizionale mocheno: il betschato”, i “Gruppi Boes e Merdules di Ottana”,  il “Carnevale di Civitella”, la “Corte di Re Bertoldo-Carnevale di San Giovanni in Persiceto”; all’evento partecipa anche l’associazione “Regaliamo un sorriso” di Grantorto (prov. di Padova) che nell’occasione consegnerà un assegno a sostegno della ricerca per la Città della Speranza di Padova. “Proseguiamo nella costante opera di valorizzazione dei patrimoni immateriali culturali, la prestigiosa partecipazione al Carnevale di Venezia, è un importante tassello della complessiva azioni avviata dall’Unpli in tale direzione” sottolinea il presidente dell’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, Antonino La Spina.Un risultato frutto dello sforzo organizzativo e della passione delle singole Pro Loco coinvolte, supportate dai comitati regionali con il coordinamento e sostegno, a livello centrale, dell’Unpli e che ha incontrato la collaborazione della Città di Venezia e della Regione del Veneto.“Questo scambio culturale con il mondo delle Pro Loco ci consente di declinare il Carnevale in maniera diversa rispetto a tante altre città del mondo – commenta   Paola Mar,  assessore al turismo del Comune di Venezia – e farlo diventare non solo un palcoscenico nazionale per altre maschere e riti antichi, ma anche un momento per valorizzare la tutela dei patrimoni culturali immateriali, nel rispetto della tradizione e dei luoghi e in linea con la campagna #EnjoyRespectVenezia: un tema su cui anche le Pro Loco possono fare una grande azione di sensibilizzazione”. “In Veneto stiamo passando da un modello di offerta di destinazione ad una logica di prodotto, di motivazione e di esperienza – sottolinea l’assessore al turismo della Regione del Veneto Federico Caner – un approccio che in questo appuntamento con i ‘Carnevali della tradizione’ trova un’espressione di qualità e di attenzione al patrimonio storico e culturale dei nostri territori, di cui l’UNPLI è il principale tesoriere e promotore” .“Il progetto ideato dall’Unpli e realizzato grazie alla disponibilità delle singole Pro Loco e del Carnevale di Venezia punta a riscoprire e promuovere le rappresentazioni che sono espressione dell’identità dei singoli territori, affondando le radici nella storia” conclude il presidente dell’Unpli Padova e responsabile del dipartimento nazionale Patrimonio Culturale-Ambiente-Paesaggio, Fernando Tomasello.I Carnevali della tradizione si inseriscono nella complessiva opera di recupero, tutela e valorizzazione del patrimonio immateriale culturale avviata da tempo dell’Unione Nazionale delle Pro Loco: un’attività riconosciuta dall’UNESCO presso cui l’Unpli è accreditata. 

Corte di Re Bertoldo – Carnevale di San Giovanni in Persiceto – EMILIA ROMAGNA

 La storia di questo carnevale è molto antica: la prima edizione ufficiale risale al 1874, quando fu fondata la Società di Bertoldo, ma secoli prima se ne trovano le tracce in scritti di studiosi di storia locale che risalirebbero al periodo dell’invasione longobarda. Come tutte le più grandi e famose manifestazioni carnevalesche, anche nel Carnevale Persicetano ci sono sfilate di carri allegorici, gruppi mascherati e costumi coloratissimi. Ma la caratteristica che distingue queste due manifestazioni carnevalesche dalle altre è l’esecuzione dello Spillo, o meglio “al Spéll”, termine dialettale che, nel contesto del Carnevale Persicetano, va ad indicare gli effetti speciali mediante i quali il carro subisce una metamorfosi, una vera e propria trasformazione, che dischiude e rende manifesto il suo significato allegorico nascosto. La stella del Carnevale Persicetano è rappresentata dal personaggio che qui ha avuto i natali, ovviamente un personaggio frutto della fantasia popolare: Bertoldo (Bartôld). Accompagnato dal di lui figlio, Bertoldino (Bartuldéin) e la madre di questo Marcolfa (La Marcòulfa).  Queste figure immaginarie, ma come spesso avviene, non del tutto inventate, nacquero dalla fantasia dello scrittore bolognese Giulio Cesare Croce (1550-1609) e col passare degli anni e dei secoli divennero sempre più care al popolo persicetano. Nel 1606 Croce scrive la sua opera più conosciuta: “Le Sottilissime Astuzie di Bertoldo”, in cui il villano Bertoldo, giunto alla corte del Re Alboino, lo stupisce e diverte per la sagacia ed astuzia con cui riesce ad uscire dai guai in cui, per la sua natura burlesca, inevitabilmente si invischia ( ma la stessa tendenza a procurarsi guai doveva averla anche il suo creatore, se è vero che l’unico documento su Giulio Cesare Croce che ci è giunto riguarda un processo intentatogli dal cognato nel 1590: in famiglia c’era una prostituta notoria; il Croce si lasciò scappar detto che ce n’era più d’una…). Bertoldo è la quintessenza dell’arguzia, della scaltrezza, dello sberleffo irriverente, del linguaggio essenziale, diretto, immediato, fatto di cose concrete e quotidiane. Per questo ed altre cose ancora, Bertoldo è da sempre l’ispiratore del Carnevale Persicetano. Bertoldo è entrato nell’immaginario collettivo come il contadino “scarpe grosse e cervello fino”, definizione che non fa giustizia alla complessità del personaggio, che porta in sé tutta la vitalità della gente dei suoi luoghi, condita sì dall’ironia e dallo sberleffo irriverente, ma anche dalla corporalità e dalla visceralità che gli permettono di sentire e capire le cose ad istinto, e che ne fanno la maschera ideale per un carnevale di passioni come quello Persicetano. Inutile dire che proprio Bertoldo, assieme a Bertoldino e la Marcolfa, accompagnano i carri carnevaleschi per tutto il corso delle sfilate. 

Carnevale di Civitella  – Civitella di Romagna – EMILIA ROMAGNA

La festa di carnevale di Civitella di Romagna è molto antica, ma ogni anno capace di rinnovarsi e di stupire. Esistono documentazioni storiche negli archivi comunali datate 1770 che narrano di una manifestazione simile a quella che si ripete ogni anno ai giorni nostri. Per l’occasione, nelle vie del paese sfilano carri allegorici, maschere, la banda e le majorette. Al corteo partecipano gruppi mascherati provenienti da tutti i paesi della vallata del bidente per condividere una festa nata dall’esigenza di uscire dalle convenzioni e dalle regole, per liberarsi delle inibizioni, scatenandosi nelle danze e nei balli.

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