Il Territorio
L'Emilia-Romagna è una regione dell'Italia nord-orientale di 4.366.448 abitanti [1], con capoluogo Bologna.
È bagnata a est dal Mar Adriatico, confina a nord con il Veneto e la Lombardia, a ovest con il Piemonte (condividendo un confine di poco meno di 8 km) e la Liguria, a sud con la Toscana, le Marche nonché la Repubblica di San Marino.

Essa è composta dall'unione di due regioni storiche: l'Emilia, che comprende le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara e buona parte di quella Bologna con il capoluogo, e la Romagna, con le rimanenti province di Ravenna, Rimini, Forlì - Cesena e la parte orientale della provincia di Bologna (Imola e zone limitrofe). La Romagna storica comprende peraltro piccoli territori nelle Marche e in Toscana.
Le aree che costituiscono la regione attuale sono popolate fin da tempi remotissimi, come ci indicano vari ritrovamenti: il caso più famoso è quello del sito di Monte Poggiolo, presso Forlì, dove sono stati rinvenuti migliaia di reperti datati a circa 800.000 anni fa, a dimostrazione che la zona era già abitata nel Paleolitico.

La via Emilia fatta costruire dal console romano Marco Emilio Lepido, con il suo percorso che segue approssimativamente la linea pedecollinare in direzione NordOvest-SudEst, divide il territorio della regione in due parti aventi estensioni pressoché equivalenti: la parte settentrionale (47,8 % della superficie complessiva) è pianeggiante, mentre le colline (27,1% del territorio) e le montagne (25,1%) si trovano nella fascia meridionale della regione.
La parte piana della regione, compresa tra il pedemonte e il Po, si allarga progressivamente sino a formare sul Mare Adriatico un fronte di oltre 100 km tra il delta padano e la Punta di Gabicce.
Invece la zona montuosa-collinare conserva per tutto il suo sviluppo una larghezza quasi costante di 40 km. Il versante emiliano dell’Appennino è costituito da una serie di contrafforti che dallo spartiacque principale scendono a pettine e separano valli anch’esse parallele. Le maggiori altitudini si trovano nel settore centrale, che culmina nel Monte Cimone (2.165m).
La pianura è il risultato dei depositi alluvionali portati dal Po e dai fiumi appenninici. Nell'alta pianura si sono depositati i materiali più grossolani (ghiaia, sabbia) e pertanto il suolo risulta molto permeabile. Nella bassa pianura i depositi sono più minuti e perciò meno permeabili. Nella parte orientale, rivolta all'Adriatico, si passa da un settore interno di terre già da tempo rassodate e messe a coltura alle vaste aree di recente bonifica idraulica, per qualche tratto al di sotto del livello del mare.
La grande pianura si affaccia al mare con una costa unita e assi uniforme, Gli ampi arenili e il mare poco profondo si prestano assai bene all'intensa attività turistica balneare.